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Toxoplasmosi sistemica in un gatto trattato con ciclosporina

13/05/2016

Santina è una gatta FIV/FeLV negativa che da anni soffre di una ulcera indolente (1) che interessa il labbro superiore. Si è sempre cercato di tenere sotto controllo la lesione con regolari trattamenti antiparassitari e cicli di antibiotici in presenza di sovrainfezioni batteriche. Questo fino a quando non c’è stato un peggioramento tale da rendere necessario un trattamento immunosoppressivo con ciclosporina ad un dosaggio di 5 mg/kg (il dosaggio terapeutico nel gatto è di 7.5 mg/kg); tale dose è stata scelta perché, vivendo in un ambiente con diversi altri gatti, Santina era a rischio di contrarre altre infezioni.

Il trattamento è stato efficace e si è vista anche una importante riepitelizzazione con riduzione della dimensione dell'ulcera e delle neoformazioni gengivali. Dopo circa un mese di trattamento la gatta ha però manifestato anoressia e letargia per cui è stata sottoposta ad indagini presso l'Istituto Veterinario di Novara.

Dalla radiografia e' emerso un infiltrato nodulare diffuso compatibile con diverse patologie tra cui una strongilosi polmonare mentre l'ecografia ha evidenziato alterazioni a livello pancreatico; nulla di particolarmente rilevante a livello dell'esame ematologico e biochimico eccetto una significativa ipoalbuminemia e una moderata iperglobulinemia. Si e' quindi proceduto alla citologia ecoguidata di polmone, pancreas e fegato che è stata fortunatamente "diagnostica" (2) e ha permesso l'individuazione certa di Toxoplasma intra ed extracellulari nel polmone e nel pancreas.
Nei primi giorni di ricovero ci sono state alcune crisi respiratorie che hanno reso necessaria la somministrazione di ossigeno; superata la crisi e con il consolidamento dei segni di miglioramento la gatta è stata dimessa e ha continuato a casa le terapie che nel suo caso consistevano in clindamicina (il farmaco di elezione per la toxoplasmosi), altri antibiotici per una copertura completa e fenbendazolo per la sospetta strongilosi.

La toxoplasmosi è causata da un protozoo (Toxoplasma gondii) che ha un ciclo entero-epiteliale e in questa fase è causa di moderati sintomi gastroenterici e, molto più raramente, un ciclo extra-intestinale in cui l'infezione può potenzialmente interessare ogni distretto dell'organismo. I casi di toxoplasmosi sistemica sono relativamente rari.

Nel caso di Santina la somministrazione di ciclosporina può aver avuto un ruolo nello sviluppo di questa toxoplasmosi sistemica come riportato in un case report (3) e confermato da uno studio sperimentale (4).
Nel caso di Santina è stato commesso l'errore di non effettuare un esame accurato, che escludesse la toxoplasmosi e/o altre patologie che potevano risultare costituire delle controindicazioni ad un trattamento immunosoppressivo.

(Articolo approvato dal Dipartimento di Medicina Interna dell'Istituto Veterinario di Novara)

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