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Ronnie et al.; lesioni spinali

10/10/2016; rivisto e ampliato il 05/04/2019

In questo articolo si parla di Ronnie: un gatto cui tutto sommato è andata bene e che oggi fa felicemente la mascotte in una struttura di riabilitazione (Riabilitaria). Per i gatti che subiscono lesioni spinali a causa di incidenti o cadute dal balcone (ebbene sì, non sono affatto così rare come si può pensare) troppo spesso l'indicazione è quella dell'eutanasia: vuoi per i costi dell'intervento e dell'indispensabile fisioterapia, vuoi per i postumi spesso inevitabili di questi incidenti quali incapacità di urinare/defecare in modo automono e/o incontinenza urinaria, vuoi, infine, per la difficoltà di indicare una prognosi ragionevolmente certa.

Una lesione spinale spinale di origine traumatica (le lesioni spinali possono anche essere dovute a cause non traumatiche quali linfomi, ischemie, ernia vertebrale, ecc.), sia essa una lussazione o un frattura, comporta quasi sempre un danno permamente se non trattata: il gatto può rimanere paraplegico e/o manifestare una sintomatologia respiratoria o cardiaca a seconda del tratto di colonna vertebrale interessato: cervicale (C1-C8), toracica (T1-T13), lombare (L1-L7), sacrale (S1-S3)(1).
Le conseguenze di un trauma spinale sono primarie e secondarie(2). Quelle primarie sono la conseguenza diretta del truma e cioè lacerazione, frattura ossea, contusione, compressione e trazione del tessuto nervoso, emorragie; le conseguenze secondarie, non meno rilevanti, comprendono alterazioni pressorie locali e sistemiche, ridotta perfusione dei tessuti coinvolti, alterazioni della concentrazione di sodio e potassio, rilascio di citochine infiammatorie, ecc.: entrambi i fattori concorrono ad un blocco degli impulsi nervosi, demielinizzazione, necrosi e apoptosi dei tessuti spinali.
Intervenire sul danno primario e prevenire l'insorgenza dei danni secondari richiede sia una terapia medica da praticare il prima possibile che, di norma, ll trattamento chirugico per la decompressione e stabilizzazione della colonna. Le lesioni da caduta o da incidente stradale spesso, come ovvio, coinvolgono altri organi (polmoni, emorragie interne, traumi cerebrali, altre fratture, ecc.) e spetta ai terapisti intensivi stabilire le priorità e decidere quando il paziente è in condizioni di accedere alla chirurgia spinale.

Un gatto reduce da una caduta o da un incidente stradale che abbia riportato una lesione spinale di norma necessita di un periodo di riabilitazione(3): stimolazioni manuali, esercizi sul tapis-roulant, laser, ecc. aiutano, e sono spesso essenziali per un recupero almeno parziale del sistema neuro-muscolare. Ovviamente i trattamenti riabilitativi sono praticabili su pazienti collaborativi e non certamente su un gatto dall'indole selvatica/aggressiva. Questo dato comportamentale deve essere tenuto in conto nell'impostare il percorso terapeutico tenendo però ben presente che molti gatti di "origine selvatica" quando subiscono un trauma diventano del tutto trattabili ed accondiscendenti ai trattamenti: si deve valutare caso per caso e non certo escludendo a priori i gatti randagi.

Molti gatti che subiscono traumi spinali e/o frattura di bacino con coinvolgimento della colonna, manifestano difficoltà alla minzione (e qualche volta alla defecazione) permanenti o comunque per un periodo piuttosto lungo(4). Questo aspetto è spesso percepito dai proprietari come una difficoltà gestionale insormontabile ma nella realtà è molto meno complicato di quello che sembra. "Spremere" un gatto (massaggio vescicale) è un'operazione piuttosto semplice che un proprietario può imparare facilmente dal proprio veterinario o dal fisioterapista: si tratta di individuare la vescica (una "palla" presente nel basso addome) e comprimere delicatamente ma con decisione fino al completo svotamento: questa procedura va eseguita tre volte al giorno ed è anche molto utile nel caso di gatti incontinenti. In base alla valutazione del veterinario si possono anche somministrare farmaci (fenossibenzamina, betanecolo, in qualche caso midazolam) che possono facilitare l'operazione ma nella maggioranza dei casi non sono necessari.
La soluzione dei pannolini non è generalmente consigliabile in quanto il conseguente ristagno di urina può facilmente provocare lesioni cutanee: in ogni caso il gatto deve essere rasato. Anche nel caso di gatti incontinenti è consigliabile il massaggio vescicale, proprio per evitare che il gatto perda l'urina per sovradistensione della vescica.
Non sempre ma non raramente, i gatti che hanno subito una lesione spinale perdono sensibilità nella defecazione e di conseguenza non utilizzano la cassetta: è cura del proprietario porre attenzione all'alimentazione mantenendo le feci ad un giusto livello di consistenza agendo con probiotici, rassodanti e lattulosio a seconda dei casi ...oltre che tenendo alla larga i parassiti.

Nella nostra esperienza abbiamo avuto dei successi clamorosi e degli insuccessi: gatti che malgrado l'intervento sono rimasti paraplegici (es. Ronnie), gatti che hanno ripreso a camminare ma sono rimasti incontinenti e/o con ritenzione urinaria, gatti senza alcuna ragionevole speranza che sono tornati a camminare e vivere una vita del tutto normale. In ogni caso sono gatti che hanno condotto e stanno conducendo una vita più che degna di essere vissuta.
Pensateci prima di decidere la soppressione "a prescindere" di un gatto con una lesione spinale.

La storia di Ronnie

Ronnie è un bel gatto maschio di circa 2 anni. Lo scorso novembre (siamo nel 2016) è stato trovato ferito lungo uno dei corsi più trafficati di Torino. Era stato appena investito da un'auto, ma il conducente, come al solito, non si era preoccupato di fermarsi per accertarsi delle sue condizioni. I suoi soccorritori lo hanno immediatamente portato presso il veterinario più vicino che ha diagnosticato una frattura vertebrale e un'ernia addominale traumatica. Nei giorni seguenti tutti i tentativi fatti per ritrovare l'eventuale proprietario sono risultati vani.
Informati del caso ci siamo resi disponibili ad accuparcene e lo abbiamo trasferito presso una clinica dove a seguito di due delicati interventi chirurgici la frattura e' stata stabilizzata e l’ernia addominale risolta.

Nel suo caso, malgrado un tentativo di riabilitazione fisioterapica non è ritornato ad urinare autonomamente e non ha recuperato la sensibilità sulle zampe posteriori anche se si sposta agevolmente trascinandosi con le zampe anteriori ed è in grado di arrampicarsi sul divano.
Con lui abbiamo provato il carrellino ma con scarso successo: questo ausilio funziona bene sui cani che "si portano a spasso" ma i gatti hanno un comportamento diverso: fanno qualche passo, si fermano, dormicchiano, cambiano posto ...e in questi casi il carrellino è solo un impaccio fastidioso.

Ronnie è stato adottato da Riabilitaria: è socievole con i cani e con le persone. Lì sta benissimo: quando c'e' bel tempo passa tutta la giornata in giardino: caccia le lucertole (si', ci riesce benissimo), fa la corte alla gatta dei vicini e la notte va a dormire nella sua cuccia con gli altri ricoverati.

Ronnie è uno dei pochi casi "andati male" ma per altri è andata molto meglio, hanno completamente recuperato e conducono una vita del tutto normale.

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