Emodialisi e plasmaferesi per cani e gatti all’Istituto Veterinario di Novara

10/07/2017

Riteniamo utile segnalare che all’Istituto Veterinario di Novara è ora possibile effettuare emodialisi e plasmaferesi anche su gatti e cani di piccola taglia ad un costo comparabile con altre procedure complesse.

In presenza di una grave compromissione della funzionalità renale dovuta ad un evento acuto (es. intossicazione da farmaci, avvelenamento, infezioni, ecc.), all’acutizzazione di una insufficienza renale cronica, in caso di oliguria/anuria (diminuzione/blocco dell’escrezione urinaria per cause diverse) e/o di squilibri elettrolitici gravi, le tecniche di dialisi diventano l’unica opzione terapeutica in assenza di risposta alle terapie mediche convenzionali (fondamentalmente fluidoterapia e/o somministrazione di diuretici e altri farmaci).

Le terapie sostitutive renali rientrano tra le terapie di supporto intensive e non possono essere considerate curative di un danno renale preesistente né sostitutive delle funzioni renali nella loro interezza (produzione ormonali, controllo dell’emopoiesi, della pressione sanguigna, ecc.). Sono però il più efficace intervento salvavita in presenza di un danno renale acuto e in diverse altre situazioni in cui può incorrere un animale affetto da una preesistente patologia renale. Emodialisi e plasmaferesi rappresentano importanti tecniche innovative in medicina veterinaria (per patologie renali e non solo) e c’è da augurarsi che siano sempre di più i centri che offrono questa possibilità che in molti casi rappresenta l’unica speranza di salvezza e/o di un prolungamento dell’aspettativa di vita dell’animale.

Le tecniche di dialisi si basano su due principi fisici relativi al movimento di sostanze nei fluidi: la diffusione e la convezione. Tra due fluidi con diversa concentrazione separati da una membrana semipermeabile si ha il passaggio di molecole di soluto dalla soluzione più concentrata a quella meno concentrata: passano le molecole di dimensione inferiore a quella dei pori della membrana ma non c’è passaggio di solvente (es. acqua). L’altro principio è quello della convezione in cui si ha un passaggio contemporaneo di solvente e soluti dovuto al gradiente di pressione: quando la pressione nel comparto contenente il liquido di dialisi, il dialisato, è inferiore rispetto al comparto che contiene il sangue si ha un passaggio di acqua e piccole molecole dal sangue al dialisato. Attualmente le macchine da dialisi utilizzano entrambi questi principi e quindi sono in grado di rimuovere sia le molecole “dannose” (es. urea) che l’eccesso di liquidi come necessario nei pazienti oligurici.

La dialisi può essere intracorporea o extracorporea. Nella dialisi intracorporea o peritoneale si utilizza il peritoneo come membrana semipermeabile; queste tecnica consiste nell’apporre un particolare catetere fenestrato nell’addome del paziente, al di sotto della membrana peritoneale, attraverso cui introdurre e poi far defluire in una sacca il dialisato tramite una valvola a tre vie(1). Nella dialisi extracorporea o emodialisi si utilizza una macchina che provvede alla circolazione extracorporea e al filtraggio del sangue prelevato dal paziente attraverso l’apposizione di un catetere giugulare a doppio lume(2) attraverso il quale viene prelevato e reinserito in circolo il sangue depurato.

L’emodialisi su piccoli animali (gatti e cani di piccola taglia) non può essere effettuata con macchine da umana, comprese quelle ad uso pediatrico, in quanto queste richiedono una quantità di sangue nel circuito extracorporeo troppo grande (>140 ml). Per dare un metro di paragone basti pensare che la quantità di sangue prelevata per una trasfusione da un donatore (>4Kg) è di 50-60ml: è evidente che prelevarne 140 da un gatto di 2Kg causerebbe una grave ipovolemia tale da rendere impraticabile la procedura.
All’Istituto Veterinario di Novara è disponibile una nuova apparecchiatura (Vet Smart, B-Braun)(3) che richiede solo 30 ml di sangue e quindi rende possibile la dialisi anche su animali del peso di 1.5 Kg.

A parte l’applicazione di un catetere giugulare che richiede una breve anestesia, i trattamenti di dialisi, sempre che il paziente sia collaborativo, non richiedono ulteriori interventi di sedazione. In relazione alla patologia sottostante (insufficienza renale acuta, cronica, ecc.) e alle condizioni cliniche si praticano più sedute intermittenti (4-6 ore) con alti flussi di sangue o prolungate (24 h) a basso flusso: la scelta del tipo di trattamento e il numero delle sedute necessarie dipende dal tipo e dalla gravità del danno e dalla risposta del paziente e quindi non sono determinabili a priori.

Con la macchina in dotazione all’Istituto Veterinario di Novara, oltre all’emodialisi è possibile effettuare anche altre procedure di purificazione in circolazione extracorporea come l’emoperfusione e la plasmaferesi. L’emoperfusione è un trattamento in cui si utilizzano dei filtri che sono in grado di legare particolari sostanze che non sarebbero rimosse con la dialisi ed è utile in caso di intossicazione da alcuni farmaci e tossici.
La plasmaferesi(4) è una tecnica che permette la separazione del plasma dalla parte corpuscolata del sangue (eritrociti e leucociti). Il plasma può quindi essere sostituito con altro plasma o reintrodotto in circolo dopo essere stato a sua volta purificato (es. da immunoglobuline). Questa tecnica si può usare in caso di iperviscosità(5), anemia emolitica(6), miastenia gravis(7) e altre patologie da immunocomplessi.

Note
(1)La dialisi peritoneale: non solo per l’insufficienza renale; Garcia-Lacaze, Kirby, Rudloff; suppl. Veterinaria; 2003;
(2)Emodialisi nel cane e nel gatto; Langstone; suppl Veterinaria; 2003;
(3)B. Braun Vet Care presenta “Vet Smart”;
(4)Patologie e Terapie; Osp Didattico Veterinario Univ. di Pisa;
(5)Treatment of three cats with hyperviscosity syndrome and congestive heart failure using plasmapheresis; Boyle et al; Journal of the Am. Animal Hosp. Ass.; 2011;
(6)(6) Use of Technique of Plasmapheresis in Dog with Immune-mediated Hemolytic Anemia; Guyot et al; WSAVA proceedings; 2009;
(7)Myasthenia GravisUC Davis, neurology/neurosugery

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